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Troppi processi , rendere obbligatoria la conciliazione

lunedì 30 giugno 2008, di Francesco Pagano

E’ di pochi giorni fa la notizia secondo la quale il Presidente del Consiglio dei Ministri Silvio Berluscon, ha dichiarato di aver sostenuto costi per spese di giustizia per circa 180 milioni di euro. Lo stesso rileva il ministro di Giustizia Angelino Alfano "bisogna necessariamente ridurre i cinque milioni di processi pendenti", ognuno dei quali a sentenza definitiva al cittadino costa in media 670.000 euro. Non e’ da meno il ministro della funzione pubblica Renato Brunetta, che ha parlato di "troppo sperpero di danaro nella pubblica amministrazione", chiamando in causa Corte dei Conti e Tribunali Amministrativi.

Secondo la Confas, aderente al "Coordinamento delle Associazioni Esponeziali di Tutela degli interessi collettivi specifici per una Class Action efficace" e al Comitato promotore enti di conciliazione e di A.D.R., "Tutto ciò è davvero strano perché a leggere il decreto legge di manovra c’è un po’ di tutto ma manca la cosa più importante, una norma che renda obbligatorio il tentativo di conciliazione e in subordine l’arbitrato per la tutela dei diritti disponibili dei cittadini. Non più inizio di cause pretestuose o temerarie avanti la magistratura ordinaria, che ingolfano le cancellerie dei Tribunali di tutt’Italia".

Oggi la conciliazione e’ un procedimento volontario tramite il quale le parti di una controversia civile convengono di cercare un accordo extragiudiziale con la mediazione di un conciliatore iscritto presso il ministero della giustizia. Ma secondo Confas, e’ opportuno che il Governo obblighi le parti, prima di adire la giustizia ordinaria, "a portare la questione all’attenzione di organismi di conciliazioni accreditati nel registro tenuto presso il Ministero di Giustizia, nei quali sono iscritti conciliatori specializzati (avvocati, commercialisti, neo-laureati in materie giuridiche ed economiche), che dopo, la frequentazione di un corso, acquisiscono l’attestazione per conciliare questioni a tariffe basse, velocemente (max 60 giorni) e a costo di giustizia di zero euro, oltre alla possibilità per i neo laureati di inserirsi nel mondo del lavoro, ancor prima dell’iscrizione ad un ordine professionale".

"Tutti i Paesi del mondo ed in particolare l’Unione Europea - ricorda Confas - adottano da tempo la Conciliazione quale strumento di risoluzione delle controversie (A.D.R. Alternative Dispute Resolution) non si capisce invece, come mai l’Italia, che paga milioni e milioni di di euro di sanzioni per la lunga durata dei processi , procede a passi così lenti. Chi sono quelli che ostacolano la ’conciiliazione o il sistema A.D.R.’? Chi sono quelli che fanno dire al ministro Brunetta, anche se scherzosamente (ma le cose serie si dicono spesso scherzando) ’se non mi faranno fuori porterò avanti i due progetti class action e conciliazione obbligatoria assieme’?".


Vedi on line : Osservatorio sulla Legalità