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Come comportarsi durante le verifiche fiscali

mercoledì 14 febbraio 2007, di Maurizio Villani

L’esigenza conoscitiva, connaturata all’espletamento di ogni indagine
tributaria, si pone in un rapporto antitetico con l’interesse, di cui è portatore il
soggetto passivo, alla riservatezza delle notizie attinenti alla propria sfera
privata.
Il rapporto tra Fisco e contribuente ha subito, negli ultimi anni, una profonda
evoluzione: da un lato l’Amministrazione Finanziaria ha gradualmente cercato
di modificare i suoi comportamenti nel rispetto dei nuovi diritti riconosciuti al
cittadino (informazione, accesso, trasparenza e partecipazione), dall’altro lo
stesso cittadino ha preso coscienza del suo ruolo e ha cominciato a far sentire la
propria voce, soprattutto in termini di partecipazione.
In tale contesto, un ruolo preminente è ricoperto dalle norme contenute nella L.
27 luglio 2000, n. 212 (c.d. Statuto dei diritti del contribuente) che si
inseriscono all’interno del processo di riforma che ha investito tutta
l’Amministrazione pubblica negli ultimi anni.
L’attività di controllo espletata dalla Guardia di Finanza ovvero
dall’Amministrazione Finanziaria, costituendo una fase delicata del complicato
rapporto tra Fisco e contribuente, deve, dunque, confrontarsi con alcuni
fondamentali diritti del contribuente (quali, inviolabilità del domicilio, segreto
professionale, ecc.) con la conseguenza che i poteri di indagine sono utilizzabili
nei limiti previsti dalla legge.
La più completa definizione generale di "verifica fiscale" può essere tratta
dalla "Istruzione sull’attività di verifica" , emanata dal Comando Generale della
Guardia di Finanza con la Circolare n. 1/1998, protocollo n. 360000 del 20
ottobre 1998...

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