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Ufficio per il processo: Mastella, 2.800 assunti alla Giustizia e processo civile telematico obbligatorio dal 2010

venerdì 25 maggio 2007, di Francesco Pagano

Duemilaottocento nuovi assunti, la possibilità, dopo anni di stallo, di progressione professionale per il personale giudiziario e l’avvio obbligatorio del processo civile telematico a partire dal 2010. E’ questa la "˜rivoluzione’ contenuta nel disegno di legge sull’ufficio per il processo presentato oggi dal Ministro della Giustizia Clemente Mastella alla riunione del Governo.

Il ddl, che segna un passo decisivo per la Giustizia, prevede una nuova organizzazione degli uffici giudiziari finalizzata, attraverso la valorizzazione delle risorse tecnologiche, a garantire maggiore rapidità, efficienza e qualità del servizio ai cittadini, accelerando il processo e semplificando gli adempimenti amministrativi, con l’ausilio della registrazione telematica dei provvedimenti e delle notifiche per posta elettronica certificata, della possibile vendita di beni pignorati via internet, del pagamento telematico dei contributi, dei diritti e delle spese.

La norma più significativa in tema di innovazione è comunque la previsione per la quale il processo civile telematico diverrà obbligatorio dal 30 giugno 2010.

Una particolare attenzione a questo processo di modernizzazione viene data dal fondamentale ruolo che svolge il personale amministrativo.

Rompendo una tradizione negativa di anni viene autorizzata l’assunzione dall’esterno con concorso di ben 2.800 unità di personale dell’area C: cancellieri, esperti informatici, statistici, contabili, giovani laureati che possono diventare nuova linfa per un processo di riorganizzazione ed informatizzazione. Ciò consentirà anche l’assunzione di personale già vincitore di concorsi con graduatorie già approvate nel 2004.

Questo nuovo personale risulta, tra l’altro, essenziale e vitale per uffici giudiziari sempre più in difficoltà.

D’altra parte vengono rideterminate le piante organiche attualizzandole secondo le effettive esigenze della giustizia di oggi.

Viene abbandonata la vecchia concezione che vedeva la prevalenza di qualifiche esecutive e d’ordine e si punta sulle professionalità e sulle specializzazioni, creando tra l’altro un ruolo tecnico.

In tal modo si offre spazio a profili professionali qualificati che potranno essere fondamentali nell’assistenza e nelle diverse fasi processuali e si ampliano quelle dotazioni organiche di personale che oggi regge il carico delle udienze (in particolare, cancellieri C1 e B3) con la prospettiva di dare nuovo respiro agli uffici giudiziari.

Le norme del ddl comportano anche la necessità di valorizzare concretamente le competenze già presenti e sperimentate all’interno dell’amministrazione, introducendo una reale possibilità di progressione professionale del personale giudiziario, attraverso procedure selettive, che darà nuove motivazioni e una migliore resa del servizio.


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