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La Commissione Europea sul sistema di mediazione

venerdì 13 luglio 2012, di Francesco Pagano

La Commissione Europea nella memoria del 2 aprile 2012, presentata alla Corte di Giustizia nel procedimento C-492/11 avente ad oggetto la domanda di pronuncia pregiudiziale ex art.267 TFUE sulla compatibilità del D.Lgs.28/2010 con la direttiva comunitaria 2008/52/CE, ha ritenuto che il sistema di mediazione delineato dalla legislazione italiana sia da censurare nella parte in cui "prevede che il mediatore possa e, a volte, debba, senza che le parti possano opporvisi, formulare una proposta di conciliazione che le parti sono indotte ad accettare per evitare di incorrere in determinate sanzioni economiche" .

Tale sistema infatti non permette alle parti di esercitare il diritto di decidere liberamente quando chiudere il procedimento di conciliazione e pertanto non appare in linea con la ricerca consensuale dell’accordo di mediazione. Aver previsto nel D.Lgs.28/2010 delle sanzioni economiche in grado di incidere sulla libertà delle parti di mettere fine in qualsiasi momento al procedimento di conciliazione (come l’esclusione di ripetere le spese processuali sostenute dalla parte vincitrice che ha rifiutato la proposta del mediatore, la condanna della parte vincitrice al rimborso delle spese sostenute dalla parte soccombente e la condanna al pagamento di una somma pari al contributo unificato dovuto per il giudizio) ha come effetto quello di limitare in maniera sproporzionata l’esercizio del diritto di accesso al giudice.

Nella detta memoria la Commissione ha inoltre manifestato perplessità anche per quanto concerne i costi della procedura: le spese potrebbero infatti essere addirittura maggiori rispetto a quelle per il giudizio in tribunale. "Spetta però al giudice nazionale stabilire, caso per caso, se i costi della mediazione siano da considerare sproporzionati rispetto all’obiettivo di una composizione più economica delle controversie" .