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Interrogazione su mancato pagamento avvocati d’ufficio

venerdì 23 marzo 2007, di Francesco Pagano

I tempi biblici di pagamento della difesa d’ufficio e del patrocinio dei non abbienti e’ l’oggetto di una interrogazione a risposta scritta dell’on. Tommaso Pellegrino, segretario della Commissione antimafia, al ministro della Giustizia Clemente Mastella.

Gli avvocati difensori sono spesso nominati dai tribunali in ottemperanza all’impegno stabilito dalla Carta Costituzionale di assicurare ai non abbienti "i mezzi per agire e difendersi davanti ad ogni giurisdizione» (articolo 24, comma 3° Cost.)". "Nella realtà dei tribunali, sia in sede penale che (da pochi anni) in ambito civile - sottolinea Pellegrino - si assiste ad un largo uso dell’istituto del patrocinio a spese dei non abbienti. Ciò è dovuto a problemi congiunturali di natura economica, specie nelle regioni del meridione d’Italia" ma anche al nord, dando fra l’altro ai giovani avvocati l’occasione di fare esperienza concreta nei processi ed ottenendo anche i primi guadagni mediante la liquidazione degli onorari da parte dello Stato".

Ma per ciò che attiene al settore penale - denuncia Pellegrino - i pagamenti tardano fino ad un anno e mezzo, a partire dall’estate del 2006, quando si è avuta una prima paralisi dei pagamenti a causa di alcuni risvolti della legge Bersani e della sospensione della convenzione tra lo Stato e l’ente Poste Italiane, da sempre il soggetto cui era materialmente devoluto il pagamento delle liquidazioni mediante mandati di pagamento o accrediti postali. Dopo una serie di incertezze, il nuovo soggetto delegato al pagamento delle liquidazioni divenne la Banca d’Italia.

Tuttavia, i pagamenti erano sostanzialmente sospesi fino alla fine dell’anno 2006 poiché il servizio doveva essere attivato. Inoltre, dovevano essere riassegnate le deleghe agli uffici preposti dal Ministero della Giustizia per i pagamenti derivanti dal patrocinio a spese dello Stato e dalla difesa d’ufficio. Nel mese di gennaio 2007, il meccanismo sembrava essersi riattivato, in quanto sembrava giunta una risoluzione della questione. Tuttavia, nel mese di febbraio si sarebbe appreso, afferma Pellegrino nella sua interrogazione "in via del tutto ufficiosa, che i pagamenti dell’ufficio modello 12 del Tribunale di Napoli erano stati sospesi in attesa «della nomina dei funzionari delegati presso i Tribunali ordinari e le Procure della Repubblica» all’accreditamento delle spese da liquidare, tra gli altri, anche agli avvocati".

Tali situazioni "hanno interrotto il meccanismo che consentiva rapidamente il pagamento delle liquidazioni agli avvocati che svolgono un ruolo fondamentale all’interno dell’ordinamento giuridico dello Stato, così comprimendo e pregiudicando il diritto di difesa dei cittadini e delle persone deboli e non abbienti; questa situazione preoccupa molti giovani avvocati, che si sono presi l’onere e la responsabilità di difendere persone che, altrimenti, resterebbero senza una adeguata difesa nel processo penale". Pellegrino cchiede quindi al guardasigilli se intenda verificare la situazione e - ove confermata - se ritenga opportuno disporre quanto necessario alla risoluzione, consentendo in tempi rapidi, il pagamento delle liquidazioni agli avvocati, in maniera stabile e sicura.

Anche la Giunta della Camera Penale di Napoli ha deciso di denunciare la vicenda al fine di sollecitare il Ministero a voler riprendere i pagamenti sbloccando così la situazione. In generale, l’Unione Camere Penali italiane la Giunta ha recentemente chiesto a tutte le Camere Penali territoriali di riferire sui relativi tempi di pagamento, e il quadro emerso "consente di dire che la situazione è, più che grave, assolutamente inaccettabile".

Percio’ l’UCPI appoggia la richiesta di Pellegrino, facendo notare che nel 2001 sono stati introdotti a livello normativo "due principi cardine tendenti al conseguimento di un duplice obiettivo: difesa d’ufficio effettiva e retribuita. Per conseguire l’obiettivo della effettività occorre una difesa sempre più specializzata. La specializzazione, meramente elettiva in caso di scelta fiduciaria, dovrà costituire l’obbligo in ogni caso in cui sia lo Stato a fornire un difensore a chi ne ha necessità nel processo penale". Secondo i penalisti, "Non esiste una effettiva difesa a fronte di una mancata retribuzione".

I penalisti ricorderanno il tema da domani 21 marzo nelle tre giornate di astensione gia’ previste su diversi altri punti critici.

di Mauro W. Giannini


Vedi on line : Osservatorio sulla Legalità