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DDL 1441 - "Collegato lavoro" - Un nuovo taglio ai diritti dei lavoratori precari

venerdì 3 dicembre 2010, di Francesco Pagano

Riceviamo e pubblichiamo il seguente messaggio della FLC CGIL.

"Nella nuova legge approvata il 19 ottobre (DDL 1441 quater F) conosciuta come
"Collegato lavoro" si introduce un termine capestro di sessanta giorni dall’entrata in
vigore della legge per l’impugnazione dei contratti a termine e in genere di tutti i contratti
precari illegittimi.
Mentre in precedenza il lavoratore aveva la possibilità di contestare un contratto
illegittimo anche dopo molti mesi dalla sua conclusione, quando era certo che non sarebbe
più’ stato chiamato per un successivo contratto, ora sarà costretto secondo l’art. 32 della
legge ad impugnarlo entro 60 giorni dalla sua conclusione.
Ciò significa che il lavoratore dovrà tagliare definitivamente i ponti con il datore di lavoro
contestando la legittimità del contratto e rinunciando, nei fatti, ad un possibile rinnovo del
contratto stesso oppure a rinunciare ai propri diritti.
Ancora più grave è il colpo di spugna che con le nuove norme si intende dare al passato:
un nuovo intervento a danno dei lavoratori precari perché si stabilisce che il termine di 60
giorni per impugnare i contratti precari vale anche, dalla pubblicazione in Gazzetta ufficiale
della legge, per i rapporti di lavoro a tempo determinato conclusi prima.
Tantissimi contratti, in gran parte saltati durante la crisi e che i lavoratori rischiano di
pagare due volte.
Perché questo colpo di spugna non passi i contratti di lavoro precari, già conclusi da
tempo, se si ritiene siano viziati da irregolarità, devono essere contestati per scritto entro
i 60 giorni successivi all’entrata in vigore della legge.
Questo lo si può fare anche con una semplice lettera che interrompa i termini di legge.
Successivamente si avranno 270 giorni a disposizione per andare davanti ad un giudice per
riaffermare il diritto."