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Nuovi termini nel processo tributario

lunedì 27 luglio 2009, di Maurizio Villani

La riforma del processo civile (Legge n. 69 del 18 giugno 2009, in S.O. n. 95/L alla G.U. del 19 giugno 2009 n. 140), entrata in vigore sabato 04 luglio 2009, ha modificato molti termini processuali e ciò ha avuto conseguenze anche nel processo tributario.

Oltre ai termini, di cui si tratterà oltre, tra le principali novità che interesseranno il processo tributario, schematicamente, segnalo:
- l’abrogazione dell’art. 366-bis c.p.c., che prevedeva l’obbligo per il ricorrente in Cassazione di proporre i famigerati quesiti di diritto;
- le modifiche alla consulenza tecnica d’ufficio – CTU – (artt. 191 e 195 c.p.c.), che sarà più celere;
- la sanabilità dei vizi (artt. 83 e 182, comma 2, c.p.c.) in tema di procura alle liti ed al difetto di rappresentanza o di autorizzazione;
- soprattutto, la sostanziale modifica in tema di condanna alle spese di giudizio (art. 92, comma 2, c.p.c.), per cui:
"Se vi è soccombenza reciproca o concorrono altre gravi ed eccezionali ragioni, esplicitamente indicate nella motivazione, il giudice può compensare, parzialmente o per intero, le spese tra le parti" .

Per comprendere meglio e stabilire i nuovi termini nel processo tributario, secondo me, è necessario preliminarmente evidenziare la seguente tripartizione, conseguenza di determinati presupposti giuridici e processuali.

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