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Sentenza Cassazione su Photored

lunedì 3 novembre 2008, di Francesco Pagano

Sez. 2, Sentenza n. 558 del 11/01/2008

Presidente: Settimj G. Estensore: Atripaldi U. Relatore: Atripaldi U. P.M. Destro C. (Conf.)

Com. Cavallino (Caggia ed altro) contro Pisano (Petrucci ed altro)

(Sentenza impugnata: Giud. pace Lecce, 23 Marzo 2005)

CIRCOLAZIONE STRADALE - SANZIONI - IN GENERE - Rilevamento automatico delle infrazioni a mezzo di apparecchiature ai sensi del comma 1 ter dell’articolo 201 cod. strada - Condizioni per l’esatto funzionamento - Fattispecie.

Decreto Legge 27/06/2003 num. 151 art. 4

Legge 01/08/2003 num. 214

Cod. Strada art. 146 comma 3

Cod. Strada art. 201

Reg. Esec. Cod. Strada art. 384

(omissis)

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

Il Comune di (..) ha impugnato, nei confronti di (..), con ricorso notificato il 18 maggio 2005, la sentenza del Giudice di pace di Lecce, depositata il 23 marzo 2005, che aveva annullato l’opposto verbale di contestazione della violazione dell’art. 146 comma 3 C.d.S., accertata dalla polizia municipale, per avere l’auto dell’opponente attraversato un incrocio nonostante il semaforo proiettasse luce rossa.

Lamenta la violazione degli artt. 201 comma 1 ter C.S. e 385 Reg. esec., nonché omessa, errata e insuffi­ciente motivazione, atteso che, contrariamente a quanto affermato dal giudice di pace, che non aveva te­nuto conto dell’effettiva realtà risultante dagli atti pro­cessuali, l’apparecchiatura di rilevamento della violazione non era posizionata a terra, ma, protetta in un armadio di acciaio, non poteva essere manomessa, ed il secondo scatto della foto riproduceva l’auto al centro dell’incrocio e non, come erroneamente sostenuto nella impugnata sentenza, quando già aveva superato l’incrocio.

L’intimato resiste.

Attivata la procedura ex art. 375 c.p.c., il P.G. ha chiesto la trattazione del ricorso in P. U.

MOTIVI DELLA DECISIONE

Il ricorso si palesa privo di giuridico fondamento.

Non sussiste, infatti l’asserita violazione di legge dato che il giudice di pace correttamente non ha considerato l’omologazione quale condizione sufficiente da sola a garantire il perfetto funzionamento delle ap­parecchiature di rilevamento automatico delle infrazioni al semaforo rosso senza la presenza degli organi di polizia (cfr., recentemente, Cass. 17 novembre 2005 n. 23301 e 11 aprile 2006 n. 8465); ciò in quanto le amministrazioni comunali hanno anche l’obbligo di ri­spettare le specifiche disposizioni, dettate dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, necessarie a garantirne l’esatto funzionamento; ed, in particolare, quelle, contenute nell’art. 2 del decreto ministeriale 1130/04, relative alla collocazione dell’apparecchiatura ed alle modalità e tempi delle rilevazioni fotogra­fiche ritenute nella specie violate, con valutazioni in fatto, logicamente motivate e perciò insindacabili in questa sede.

Palesemente infondato risulta, infatti, anche la doglianza concernente il denunciato vizio motivazionale, che sembra prospettare, in realtà, un inammissibile vizio revocatorio, denunciando una falsa rappresentazione della «realtà processuale», e che comunque implica accertamenti in fatto non consentiti nel giudizio di legittimità.

Al rigetto, segue la condanna alle spese.